woocommerce-customer-order-csv-export domain was triggered too early. This is usually an indicator for some code in the plugin or theme running too early. Translations should be loaded at the init action or later. Please see Debugging in WordPress for more information. (This message was added in version 6.7.0.) in /home/vgroyhdg/ver5.lab-valdes.it/wp-includes/functions.php on line 6260acf è stato attivato troppo presto. Di solito è un indicatore di un codice nel plugin o nel tema eseguito troppo presto. Le traduzioni dovrebbero essere caricate all'azione init o in un secondo momento. Leggi Debugging in WordPress per maggiori informazioni. (Questo messaggio è stato aggiunto nella versione 6.7.0.) in /home/vgroyhdg/ver5.lab-valdes.it/wp-includes/functions.php on line 6260Spesso decorrono senza sintomi e ciò, in caso di rapporti non protetti, aumenta la probabilità di contagio di individui sani e/o di cronicizzazione.
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]]>Prima di parlare dei test che possono aiutarci a rilevare le intolleranze alimentari è importante capire la differenza fondamentale tra intolleranza e allergia alimentare.
L’allergia alimentare è una reazione del sistema immunitario nei confronti di un alimento o di un suo componente. Si parla di intolleranza alimentare, piuttosto che di allergia, quando la reazione non è provocata dal sistema immunitario. Le intolleranze sono più comuni delle allergie. I sintomi legati alle intolleranze alimentari sono generalmente intestinali (dolori addominali, diarrea, vomito), le allergie alimentari invece possono manifestarsi anche senza sintomi intestinali.
Le intolleranze più frequenti sono l’intolleranza al lattosio e l’intolleranza al glutine o celiachia.
L’intolleranza al lattosio è causata da un deficit acquisito di lattasi, enzima necessario alla scissione del lattosio in monosaccaridi facilmente assimilabili, il glucosio e il galattosio.
Questa condizione può essere diagnosticata da un semplice esame: il breath test al lattosio. Consiste nell’ingestione di lattosio e nella misurazione dell’idrogeno prodotto dal metabolismo batterico del lattosio non digerito con un respirometro a distanza di 2, 3 e 4 h dall’ingestione.
La malattia celiaca invece consiste in una patologia immuno-mediata scatenata dall’ingestione della frazione gliadinica del glutine, una proteina presente nel grano,nella segale, nell’orzo. I test sierologici possono essere un valido aiuto nella diagnosi di celiachia. Si tratta di esami del sangue che ricercano anticorpi specifici: anticorpi antitranglutaminasi, antiendomisio, antigliadina deaminata. Se gli anticorpi risultano positivi, è necessario eseguire una biopsia diagnostica dell’intestino tenue.Tutti i test sierologici diagnostici devono essere eseguiti in quei pazienti che seguono una dieta contenente glutine.
L’allergia alimentare è un’esagerata risposta immunitaria alle componenti della dieta, solitamente le proteine. In generale, l’allergia al cibo è mediata da IgE, cellule T o da entrambe.
I sintomi delle allergie alimentari possono essere variabili e includono dermatiti, sintomi respiratori, gastrointestinali (nausea, vomito, diarrea), angioedema e nei casi più gravi l’anafilassi. Le allergie alimentari sono più rare delle intolleranze alimentari con cui spesso vengono confuse.
La diagnosi delle allergie alimentari si avvale di:
Test cutanei: utilizzano concentrazioni standardizzate di allergene che viene introdotto direttamente nella cute. Possono essere utilizzate due tecniche di esecuzione dei test cutanei: percutanea (o prick) o intradermica. Per l’esecuzione del prick test, viene posta una goccia di un estratto dell’allergene sulla cute, la quale viene poi punta o scarificata. Se nel prick test non viene identificato alcun allergene, viene eseguito un test intradermico.Il test intradermico consiste nell’iniettare nel derma con un piccolo ago una piccola quantità di allergene, appena sufficiente per produrre un pomfo di 1 o 2 mm
Il prick test e il test intradermico prevedono l’utilizzo di un controllo negativo, e il test è considerato positivo se dopo 15-20 minuti si è manifestato un pomfo di diametro superiore di 3-5 mm rispetto a quello del controllo negativo.
RAST test: consistono in un semplice prelievo di sangue venoso. Utilizzano un anticorpo anti-IgE marcato con un enzima per rilevare il legame delle IgE sieriche a un allergene noto. Sono validi aiuti usati in associazione al test cutaneo.
Dieta di eliminazione (da sola o dopo i test cutanei o il test per le IgE sieriche allergene-specifiche
In questo articolo abbiamo esplorato l’importanza dei test delle intolleranze alimentari e abbiamo visto come questi test possano fornire informazioni preziose sui cibi che potrebbero causare reazioni indesiderate nel nostro corpo.
È importante consultare un medico prima di intraprendere un test simile, solo un professionista infatti, analizzando la sintomatologia del paziente può prescrivere gli accertamenti più adeguati per arrivare ad una diagnosi corretta.
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]]>Si tratta di frequente di molecole che possono essere prodotte anche dalle cellule non tumorali in assenza di malattia. Le cellule cancerose, tuttavia, moltiplicandosi in genere più velocemente, possono rilasciarne nel sangue quantità maggiori rispetto alla norma.
I markers tumorali possono aiutare nella diagnosi di vari tumori ma sono utili soprattutto a determinare la risposta alla terapia o la recidiva della malattia dopo intervento chirurgico. Sono un valido strumento per monitorare l’evoluzione della patologia nel tempo.
Malgrado la maggior parte dei tumori rilasci macromolecole individuabili nella circolazione, nessun marker tumorale ha tutti i requisiti caratteristici per fornire sufficiente specificità o sensibilità da essere usato in programmi di screening di massa dei tumori, soprattutto in assenza di disturbi che facciano sospettare la malattia
Esistono diversi tipi di markers tumorali. Quelli più frequentemente utilizzati comprendono:
-Il PSA: si tratta dell’antigene prostatico specifico, una proteina prodotta dalle cellule della prostata e che può essere rilevata a basse concentrazioni anche nel siero di uomini sani. Si riscontrano valori elevati in oltre il 90% di pazienti con tumore della prostata, tuttavia non è specifico per neoplasia in quanto può risultare elevato anche in caso di altre patologie della prostata.
-Il CEA, o antigene carcinoembrionario, è spesso utilizzato per monitorare il rischio di recidiva nei casi di carcinoma del colon-retto. I valori possono risultare elevati anche in caso di altri tumori (carcinoma del pancreas, carcinoma della mammella, carcinoma dell’ovaio, carcinoma gastrico, carcinoma polmonare e tumore midollare della tiroide) e nei forti fumatori.
-Il CA-19.9, è un marcatore sensibile per il carcinoma del pancreas.
-Il CA 125 è utilizzato per la diagnosi e il monitoraggio del carcinoma ovarico, risulta elevato anche in presenza di processi infiammatori addominali.
-L’AFP, o alfa-fetoproteina, è un marker utile per valutare la prognosi di pazienti affetti da carcinomi epatocellulari e da alcune tipologie di carcinomi del testicolo e dell’ovaio.
Per concludere, il dosaggio dei marcatori tumorali è un esame che richiede un semplice prelievo di sangue. Si tratta di esami richiesti in pazienti che hanno già una diagnosi di tumore o in persone in cui altri esami abbiano posto un forte sospetto di tumore, inoltre sono un valido aiuto per monitorare la risposta alla terapia e il follow up oncologico.
Sono esami che devono essere richiesti esclusivamente dal medico che sarà in grado di interpretarli nella maniera corretta.
Qualora il tuo medico ti abbia consigliato di eseguire tali esami puoi prenotarli da questa pagina.
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